|
ACUSTICA,
PSICOACUSTICA, IMPIEGO
E "SETTAGGIO" DI UN SISTEMA
|
|||
|
Nella
parte 9° di questa serie abbiamo analizzato l’impiego di una
configurazione subwoofer a tre canali per un sistema da concerti live.
Si è visto come in quasi tutte le condizioni, dal punto di vista
dell’audience, la distribuzione delle frequenze basse risulti
complessivamente più uniforme di quella ottenuta da uno stesso numero
di diffusori disposti in due canali ai lati del palco. Abbiamo
visto però che per distanze inferiori ai 15 metri la configurazione a
tre canali non porta ad una distribuzione migliore di quella a due
canali, anzi per alcune posizioni angolari essa è addirittura peggiore.
Mentre per distanze più grandi, anche oltre 30 metri (in genere la
distanza alla quale è posizionato il mixer in una situazione come
quella dell’esempio descritto), la superiorità del tre canali è
sempre evidente. La
ragione di questo è molto semplice e facile da intuire per chi ha
seguito attentamente la trattazione: consiste semplicemente nel fatto
che più il punto d’ascolto è distante dalle tre sorgenti (i tre
gruppi di subwoofer) minori diventano le differenze di distanza e quindi
d’arrivo dei suoni prodotti con riferimento al punto d’ascolto
stesso (in altre parole l’errore di parallasse diminuisce). Questo
fatto implica minori interferenze proprio alle frequenze via via più
basse, essendo le differenze d’arrivo piccole se paragonate alle
lunghezze d’onda proprie di tali frequenze. Al
contrario se il punto d’ascolto è vicino alle tre sorgenti le
interferenze aumentano proprio perché aumentano le differenze di
distanza riferite al punto d’ascolto, come abbiamo visto chiaramente
nei grafici. Quest’ultima
condizione, cattiva distribuzione delle basse frequenze nelle vicinanze
del palcoscenico, io credo possa essere accettata quando non determini
conseguenze pratiche, solo nei rari casi in cui l’audience inizi ad un
distanza abbastanza elevata dal palcoscenico, superiore a 15 metri. Per
la maggioranza delle situazioni reali invece è molto importante che si
trovi il modo di migliorare la distribuzione delle basse frequenze per
distanze anche inferiori. Esistono
due possibilità per migliorare la distribuzione in “campo vicino”
delle basse frequenze nel caso della configurazione a tre canali
descritta; la prima, arretrare di qualche metro il gruppo centrale di
subwoofer rispetto ai gruppi laterali per ridurre l’errore di
parallasse rispetto ai punti d’ascolto posizionati nell'area vicina
alle sorgenti: non è realizzabile per ovvie ragioni pratiche e di
spazio; la seconda, applicare al gruppo centrale un opportuno ritardo
elettronico: è molto facile da conseguire e allo stesso tempo
vantaggiosa, perché da un lato si ottiene un effetto analogo
all’arretramento fisico indicato nella prima soluzione senza gli
svantaggi pratici che questa comporterebbe, dall’altro, mantenendo il
gruppo subwoofer nella posizione originale si ottiene l’ulteriore
vantaggio di non perdere livello sonoro per effetto
dell’allontanamento della sorgente dalla zona d’ascolto. A
questo punto non rimane che individuare un valore di ritardo che
consenta di ottenere quanto sopra. Tutto
risolto? Non
proprio. Infatti, in Acustica, come avviene per tutti gli altri campi
della fisica, ad un determinato vantaggio corrisponde sempre uno
svantaggio in qualche misura opposto. Spetta
quindi a chi ha la responsabilità del risultato valutare qual è la
condizione di vantaggio
In questo caso, trovata una regolazione del sistema subwoofer con
l’introduzione di un ritardo elettronico nel canale centrale, in modo
da ottenere la distribuzione più omogenea possibile delle frequenze
basse in quell’area compresa tra il palcoscenico ed il mixer, ad
esempio tra circa 5/10 metri e 30 metri, si dovrà rinunciare a tale
omogeneità per distanze superiori.
Vediamo con i grafici cosa avviene.
Il primo è il solito grafico di puntamento che schematizza la
situazione. Seguono
poi a sinistra i grafici del sistema subwoofer a tre canali così come
già mostrati nella parte 9° e a destra per un immediato confronto gli
stessi grafici con ritardo applicato al canale centrale.
Fig. 3xA4hvsA2π
Fig. 3xA4hvsP2π63m30
Fig. 3xA4hvsP2π63m30Delay
Fig. 3xA4hvsG2π63m30
Fig. 3xA4hvsG2π63m30Delay
Cominciamo
con la valutazione dei risultati simulati alla distanza di 30 metri. Innazitutto
informo che il ritardo applicato al canale centrale è di 8,5 msec (meno
di 3 metri) e che, come si vedrà dai grafici, è quello che ho trovato
più adatto per ottenere la distribuzione omogenea in “campo vicino”
fino alla distanza di circa 30 m. Il
centro banda è 63Hz. Si noti come l’aggiunta del ritardo al canale
centrale peggiori leggerissimamente la distribuzione alla distanza di 30
m. Infatti il livello sonoro è complessivamente più basso, segno che
le emissioni dei tre gruppi di subwoofer si sommano un pochino di meno a
questa distanza. Anche il globo mostra un leggero peggioramento rispetto
alla configurazione senza delay. Il risultato in ogni caso è
assolutamente paragonabile a quello che si ottiene senza il delay. Fig. 3xA4hvsP2π50m30
Fig. 3xA4hvsP2π50m30Delay
Fig. 3xA4hvsG2π50m30
Fig. 3xA4hvsG2π50m30Delay Per
il centro banda di 50Hz il risultato con il delay appare certamente
migliore di quanto non apparisse a 63Hz. La cosa è facilmente
comprensibile perché avendo 50Hz una lunghezza d’onda più grande di
63Hz le differenze di arrivo fra i tre gruppi risultano più contenute e
si ha quindi una maggior somma delle loro emissioni. Fig. 3xA4hvsP2π80m30
Fig. 3xA4hvsP2π80m30Delay Fig. 3xA4hvsG2π80m30
Fig. 3xA4hvsG2π80m30Delay Per
il centro banda di 80 Hz invece la situazione da un lato peggiora,
proprio perché la lunghezza d’onda di tale frequenza è più
contenuta rispetto alle differenze di arrivo del suono proveniente dai
tre gruppi di subwoofer e quindi le interferenze dovute ai diversi tempi
di arrivo hanno maggiormente effetto; il livello sonoro risulta per
questo più contenuto. Dall’altro lato migliora perché si verifica
una maggiore omogeneità di distribuzione sonora angolare rispetto alla
configurazione senza il delay applicato al gruppo centrale. Si nota
infatti molto bene il minor 'ripple' presente nel digramma polare,
rispetto a quello presente nel polare senza il delay. Il
giudizio complessivo quindi, in riferimento all’omogeneità della
distribuzione delle basse frequenze a 30 m, è a mio parere ampiamente
positivo per il sistema con delay. Verifichiamo
adesso, prendendo in considerazione la solita banda di 63Hz, se per
distanze più prossime alle sorgenti tale giudizio può essere
mantenuto. Fig. 3xA4hvsP2π63m15
Fig. 3xA4hvsP2π63m15Delay
Fig. 3xA4hvsG2π63m15
Fig. 3xA4hvsG2π63m15Delay A
15 metri di distanza il risultato è quasi eguale con un leggero
miglioramento della configurazione con il delay. I grafici evidenziano
una maggiore omogeneità di distribuzione di questa banda di frequenza.
L’avallamento a circa 35°, infatti, è più contenuto rispetto alla
configurazione senza il delay. Verifichiamo
ancora i risultati ad una distanza di 9 metri e successivamente di 45
metri per renderci conto in modo completo del comportamento di entrambe
le configurazioni. Fig. 3xA4hvsP2π63m9
Fig. 3xA4hvsP2π63m9Delay Fig. 3xA4hvsG2π63m9
Fig. 3xA4hvsG2π63m9delay A
9 metri la configurazione con il delay applicato al gruppo centrale di
subwoofer appare leggermente migliorata rispetto alla configurazione
standard, non tanto centralmente dove in sostanza la distribuzione delle
basse frequenze è la stessa ma quanto lateralmente a circa 55° come
appare chiaro anche dall’osservazione del globo. Fig. 3xA4hvsP2π63m45
Fig. 3xA4hvsP2π63m45Delay
Fig. 3xA4hvsG2π63m45
Fig. 3xA4hvsG2π63m45Delay
Alla
distanza di 45 metri invece, come previsto, la configurazione con il
delay mostra una distribuzione peggiore e un evidente calo del livello
sonoro, segno che aumenta l’effetto negativo delle interferenze dovute
a differenze d’arrivo più marcate con riferimento alla lunghezza
d’onda della banda di frequenze considerata. Senza
ulteriormente divulgarci mostrando altri grafici, possiamo concludere
che applicando un ritardo opportuno al gruppo centrale di un sistema
subwoofer a tre canali, così com’è stato descritto in queste pagine,
è possibile ottenere una migliore distribuzione delle basse frequenze
sull’area d’ascolto dove è maggiormente necessario ottenere tale
omogeneità. Ovviamente
i grafici forniti sin qui sono strettamente correlati alle distanze tra
i gruppi di subwoofer e in generale alla “situazione acustica” come
descritta in queste pagine. Va
da sé che chi dovesse riprodurre tale configurazione con distanze
diverse da quelle citate dovrà trovare un altro valore del ritardo per
il gruppo centrale che sia adatto a far raggiungere i risultati di
distribuzione del suono desiderati. Non
resta che provare dunque! Sono
ormai dieci gli articoli dedicati a questo argomento e probabilmente
molti lettori cominceranno ad esserne annoiati. Li
informo già fin d’ora che ho intenzione di illustrare ancora soltanto
un altro tipo di configurazione, spero in un paio di puntate, per poi
passare ad altro argomento. |