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TECNOLOGIE AUDIO e DINTORNI


Articolo pubblicato sulla rivista Sound & Lite
di Settembre 2003 e sul portale ZioGiorgio.it

IMPIEGO E "SETTAGGIO" DI UN SISTEMA 
DI SONORIZZAZIONE PROFESSIONALE  
- frequenze basse -


Questa “puntata” non sarà l’ultima della serie come pensavo, ma ne seguiranno forse ancora un paio. L’argomento presenta, infatti, alcuni aspetti che è indispensabile chiarire per completare il “quadro generale” che spero di aver sin qui delineato. Certo oltre a ciò ci potrebbero essere una moltitudine d’altri dettagli su cui soffermarsi ma, come già ho avuto modo di dire, penso proprio che “non se ne possa più”.

Vediamo subito come il sistema monofonico a canale centrale descritto nel precedente articolo possa essere ulteriormente migliorato.

Si era valutato che peccava di direttività sul piano verticale.

Ormai tutti avranno capito che per ottenerla si dovrà impiegare una o più file di diffusori posti sopra l’unica fila della configurazione originale come nell’esempio qui sotto.

 

Fig. A8hsh

Vediamo il grafico di puntamento nel quale ancora una volta si è tenuto conto dell’immagine virtuale dovuta all’effetto del terreno sul quale la fila è appoggiata.

Fig. A8hshP

In questo caso è ovviamente importante effettuare la simulazione tenendo conto di questo, allo scopo di ottenere risultati virtuali il più vicino possibile alla realtà. Come potete notare dal grafico avremo in pratica quattro file sovrapposte di woofer a riprodurre le basse frequenze per un’altezza virtuale del sistema di circa 2,2 m, mentre essendo l’altezza reale di soli 1,1 m, avremo ancora la possibilità di aggiungere ulteriori file sovrapposte senza troppo eccedere nell’altezza del sistema.

Infatti, si ottengono altezze di 1,65 m per tre file sovrapposte, e 2,2 m nel caso di quattro, dimensioni ancora compatibili con l’altezza del palcoscenico di un evento importante, che portano ad avere una sorgente virtuale di 3,3 m e 4,4 m nel secondo caso. Con queste dimensioni come i grafici dimostreranno la direttività sul piano verticale diventerà molto interessante.

Infatti viene minimizzato l’unico vero effetto negativo, del quale non ho parlato nella scorsa puntata, che il sistema a canale centrale possiede rispetto al tradizionale due canali laterali, a parte quello dovuto agli eventuali problemi di collocazione fisica: “il rientro dei bassi sul palcoscenico”, forse una delle ragioni che ne scoraggiano l’impiego.

Ripetiamo quindi alcune delle simulazioni dell’articolo precedente, a 30 metri di distanza, stavolta con più file di subwoofer sovrapposti, utilizzando lo stesso valore di ritardo applicato agli elementi più esterni del gruppo, avendolo trovato adatto come già visto nell’articolo precedente.

Vediamo la sola frequenza di 63 Hz per questioni di spazio, lasciando facilmente immaginare al vostro intuito, aiutato dalla visione dei numerosi grafici fino ad oggi presentati, il risultato alle altre frequenze.

Fig. A8hshP63 delay6.5msec                                                   Fig. A8hshG63 delay6.5msec

                           

            A questa frequenza di centro banda la differenza tra una fila di sub e una doppia fila sul piano verticale non è molto evidente, anche se non sfuggirà ad un attento osservatore che il diagramma polare verticale, in rosso, inizia ad ovalizzarsi. La contenuta differenza è ovvia perché le dimensioni in altezza della doppia fila sono ancora molto piccole rispetto alla lunghezza d’onda di tale frequenza ma vediamo invece con tre file sovrapposte cosa avviene.

Senza ripetere il disegno vediamo qui sotto il grafico di puntamento che prevede ancora la rappresentazione del sistema con la riflessione del pavimento.

Fig. A12hshP

Il grafico di puntamento in sostanza è riferito a tre file di subwoofer sovrapposti per un totale di 12 unità ed una misura di 1,65 m in altezza e 4,40 m in larghezza.

Fig. A12hshP63 delay6.5msec                                                  Fig. A12hshG63 delay6.5msec

                           

La terza fila come si vede dalle immagini ha incrementato a tal punto la direttività verticale che il grafico polare appare nettamente ovalizzato ed il globo mostra chiaramente che l’emissione inizia a “schiacciarsi” tra i due poli.

Vediamo qui sotto un ultimo esempio con quattro file sovrapposte per un totale di ben 16 subwoofer montati in un’unica sorgente centrale che diviene alta 2,20 m.

Fig. A16hshP

Ancora una volta nel grafico è rappresentata l’immagine del sistema dovuta alla riflessione del pavimento. In realtà i diffusori reali sono rappresentati nella metà grafico superiore. Dico questo per evitare che qualcuno pensi di dover installare un muro di subwoofer come sembra a prima vista apparire guardando questo grafico. In realtà la dimensione del sistema 4,40 m x 2,20 m risulterà piccola confrontata con un gran palcoscenico ad esempio di 16 m x 2 d’altezza.

Le dimensioni raggiunte dal sistema in tale configurazione portano però ad un grande effetto dal punto di vista della direttività verticale come si vede bene nella prossima immagine ed in quelle successive che per completezza riporto almeno per questa soluzione altamente raccomandabile.

Fig. A16hshP63 delay6.5msec                                       Fig. A16hshG63 delay6.5msec                         

                           

 

Fig. A16hshP50 delay6.5msec                                       Fig. A16hshG50 delay6.5msec

                           

 

Fig. A16hshP80 delay6.5msec                                       Fig. A16hshG80 delay6.5msec

                           

Come i grafici evidenziano una soluzione del genere approssima molto bene la dispersione ideale che più volte ho ricordato; stretta sul piano verticale in modo da aumentare la gittata del sistema ed evitare il rientro sul palco, larga e schiacciata sul piano orizzontale in modo da distribuire i bassi uniformemente su una larga area di fronte al palcoscenico.

Con un sistema del genere (anche nel caso di tre sole file sovrapposte) l’audience verrà servita con grand’uniformità e senza la presenza di zone con eccesso o mancanza di bassi dovuta alla pesante presenza di filtraggio a pettine com’è caratteristico di tutte le altre soluzioni.

Una tale soluzione inoltre porta anche ad alcuni altri vantaggi, che forse un tempo non erano così importanti, ma che negli anni recenti hanno assunto una valenza sempre più grande per via delle leggi antinquinamento che ormai è necessario rispettare in ogni occasione.

Mi riferisco al fatto che in generale la configurazione più sopra descritta consente una diffusione più controllata del suono nelle direzioni non volute.

            La ragione principale consiste nel fatto che l’energia concentrata sul piano verticale per l’aumento della direttività, riduce proporzionalmente quella che andrebbe dispersa se il sistema fosse omnidirezionale, come accade inevitabilmente per ognuno dei sistemi posti lateralmente perché ovviamente essendo composti di un numero dimezzato d’unità avranno dimensioni dimezzate e quindi dispersione raddoppiata rispetto alla configurazione ad un solo canale centrale. L’effetto della aumentata direttività inoltre sarà ancora più sentito, perché aumenta il divario tra l’energia che viene proiettata sull’audience e quella dispersa.

Certo, osservando i grafici, appare evidente che il suono posteriormente al sistema ancora è irradiato, ma ricordo che per ragioni pratiche, già spiegate in uno dei miei articoli precedenti, nei grafici è rappresentato il comportamento di sorgenti puntiformi ideali mentre le sorgenti reali posteriormente irradiano in misura ridotta almeno di 3dB pur mantenendo la stessa figura di dispersione.

In ogni modo se questa riduzione non bastasse esiste ancora una possibilità: adottare una configurazione a Cardioide (o utilizzare sistemi subwoofer che già sono progettati per questo tipo di funzionamento, tra i quali anche Outline, oltre ad un paio soltanto d’altri costruttori al mondo, ne ha un modello, C.D.L. 1815 Serie Butterfly, recentemente introdotto e coperto da richiesta di brevetto internazionale.

Nei prossimi articoli chiariremo il funzionamento e le possibilità di queste particolari tipologie adottabili per i sistemi subwoofer quando è importante contenere l’emissione posteriormente.

 

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