APPENDICE 'A'

XII CONGRESSO SILB 1991

LA DISCOTECA E L'ARCHITETTO

(Architettura dei suoni).

Guido Noselli, OUTLINE.

Introduzione.

Questo saggio richiestomi espressamente dalla Presidenza del SILB (Sindacato Italiano Locali da Ballo) nell'interesse dei propri associati, oltre che a rappresentare nella sostanza un contributo dell'Outline al superamento delle problematiche del settore, vuole essere un contributo personale, utile a fare chiarezza su un argomento tanto discusso quanto poco conosciuto, anche nei suoi aspetti generali, dagli imprenditori dello spettacolo in genere e dai proprietari o gestori di locali da ballo in particolare:

la sonorizzazione professionale nei locali per lo spettacolo e il divertimento, fonoassorbimento e fonoisolamento anche alla luce delle recenti normative che impongono, per legge dello stato, la salvaguardia dall'inquinamento acustico dell'ambiente abitativo ed esterno e della altrettanto importante tutela della salute dei lavoratori nell'ambiente di lavoro.

E' un contributo personale perchè sono e mi sento direttamente coinvolto nella ricerca quasi giornaliera delle soluzioni possibili agli innumerevoli problemi di natura tecnica che affliggono il mondo della riproduzione musicale.

Ricerca che in questi ultimi tempi ha indirizzato spesso il mio impegno lavorativo verso la progettazione di nuovi impianti di sonorizzazione o più semplicemente verso la consulenza tecnica legale, nell'ambito della nuova normativa, come servizio per la clientela dell'Outline.

Grazie a tale impegno posso affermare, senza tema di essere smentito, che il "ripasso obbligato" della materia, cui mi sono sottoposto in tutti questi mesi, e le numerose applicazioni "sul campo" degli studi condotti, mi consentono oggi più che mai, una notevole serenità nella valutazione degli interventi e delle possibili soluzioni acustiche alle svariate problematiche poste dal rispetto delle citate nuove leggi.

E' un contributo dell'Outline, azienda di cui sono il Presidente, per aver consentito anno dopo anno, in circa venti anni d'attività dalla fondazione, con l'impiego di una parte consistente delle risorse disponibili, la continua ricerca tecnologica attraverso l'utilizzo di sofisticatissimi strumenti di progettazione e misura, e ha sviluppato ed affinato così la capacità dello staff tecnico, con l'unico obiettivo di conquistare la fiducia del mercato, anche internazionale, offrendo alla propria clientela prodotti e servizi ad altissimo contenuto tecnologico, in competizione diretta per prezzi e prestazioni con i più noti marchi mondiali del settore.

Fatta quest'indispensabile introduzione, devo chiarire che questo saggio non vuole essere una lezione universitaria sull'argomento in oggetto, e quindi capace di rendere edotti i lettori di tutte le nozioni tecniche che lo riguardano, ma piuttosto vuole essere una guida alla comprensione e un chiaro indirizzo alla soluzione dei problemi ad esso connessi.

Un'esposizione omogenea e sufficientemente esauriente mi obbliga a riportare alcune nozioni di carattere generale, che per chiarezza non è dato considerare scontate nemmeno in questa pur breve trattazione.

Inquinamento acustico.

L'inquinamento sonoro è problema attuale: ed è problema grave, specie di questi tempi in cui il controllo ecologico si è reso più indispensabile e pressante.

Sorto insieme a tutta una serie di servizi della moderna società industriale e postindustriale, è uno dei "mali sociali" maggiormente diffusi nella nostra epoca, e reca con sè la piaga dell'ipoacusia (diminuzione dell'udito provocata dall'esposizione al rumore)

Naturalmente, quando si parla di rumore intendo riferirmi alla sua più generale accezione di "vibrazione acustica", comprendente quindi per sua definizione anche il suono.

Anche se non è necessario allo svolgimento di questo saggio distinguere tra suono e rumore, giova spendere due parole sull'argomento, se non altro per rispetto di coloro che amano la musica, sia essa anche da ballo.

Si può facilmente capire come il rumore, qualunque esso sia, consista in ultima analisi in un suono che non è gradito, che provoca fastidio, e quindi per questo motivo non più definito come suono.

Appare evidente inoltre come la sua valutazione qualitativa e quantitativa è sempre soggettiva e spesso condizionata da fattori psicologici, e ambientali.

Ne deriva che per alcuni il suono, anche ad altissimo livello d'intensità, produce sensazioni piacevoli, per altri invece lo stesso suono, anche a livelli più bassi risulta sgradevole e diventa quindi rumore, causa quindi d'inquinamento ambientale.

Sono state fatte molte indagini statistiche, in tutto il mondo e in tempi recenti, riguardanti l'inquinamento da rumore a cui sono sottoposti gli abitanti dei paesi industrializzati.

Esse hanno permesso di stimare che, perdurando le attuali abitudini di vita di tali paesi, il valore raggiunto dall'inquinamento acustico nelle città supererà nell'anno 2000 il livello considerato oggi la soglia di pericolo dai ministeri della sanità di mezzo mondo.

Tale soglia corrisponde ad un esposizione di otto ore giornaliere in presenza di un livello di disturbo di 85 dBA.

Altre ricerche medico scientifiche, non meno autorevoli, hanno evidenziato nel rumore la causa primaria dell'incremento del numero dei soggetti sofferenti di ipoacusia (sordità), e non nella vecchiaia, come da alcuni erroneamente affermato.

Effetti nocivi dell'inquinamento acustico.

Gli effetti nocivi di quest'inquinamento poi non si limitano alla sola sordità, e poichè contrariamente a quanto molti credono non sembra esistere una sorta di "adattamento al rumore" da parte dell'organismo, esso è soggetto, in varie forme e a diversi livelli di intensità, ad alterazioni di tipo neuroendocrino, psicologico, ecc., che provocano una serie di effetti negativi sul sistema endocrino propriamente detto, sul sistema nervoso e cardiovascolare, sull'apparato respiratorio e quello digestivo e sulla vista.

Altri effetti negativi si sono riscontrati sul carattere, il comportamento, la personalità; e ancora sul senso dell'equilibrio e sul tono psicomotorio in generale, oltre all'influenza negativa sul senso dell'attenzione e sulla capacità di scelta e di concentrazione.

Tutti questi effetti, inoltre è stato detto, interagiscono tra loro rompendo il delicato equilibrio psicofisico dell'organismo umano predisponendolo ad altre malattie.

Infine, come se non bastasse quanto già ricordato, è opinione diffusa, anche tra la comunità scientifica, che queste alterazioni sono causa indiretta di tutta una lunga serie di infortuni indotti, spesso anche mortali (per esempio incidente d'auto).

Non deve stupire quindi l'emanazione di leggi in tutto il mondo che tendano a salvaguardare l'integrità fisica del cittadino nei confronti di questo "male".

Non dobbiamo lamentarci di queste leggi, perchè esse tutelano anche la nostra salute oltre a quella dei nostri congiunti.

Ma piuttosto dobbiamo cercare di applicarle in modo intelligente, perchè esse non limitino troppo la libertà di coloro cui devono soggiacervi.

Democrazia e diritti dei cittadini.

Ricordo che in democrazia è inevitabile che si verifichi una limitazione di libertà per gli uni dove iniziano i diritti per gli altri.

Il diritto alla salute è uno di questi diritti, sancito dalla Costituzione e garantito dallo Stato, anche in discoteca o anche dove si balla.

Questo non significa che per rispettare la legge si debba abbassare il volume dell'impianto sin quasi a spegnerlo e ammanettare il DJ per evitare che lo alzi.

In questo modo, a parte le ovvie considerazioni di ordine economico per la perdita di clientela, infrangeremmo comunque la legge negando il diritto di ascoltare la musica, di ballare, di divertirsi ai nostri clienti.

Come comportarsi allora?

Mi sembra sufficientemente chiaro che si dovrà fare in modo di rispettare i limiti di rumorosità fissati dalla legge, all'interno e all'esterno del locale, nel rispetto di coloro che faranno valere il proprio diritto alla salute, e allo stesso tempo si dovranno soddisfare, superando di gran lunga questi limiti, le richieste di coloro che hanno il diritto al proprio divertimento.

Se nel soddisfacimento di questi contrapposti diritti sta il più alto esercizio di democrazia; parimenti nelle soluzioni tecnologiche ed architettoniche che lo consentono sta la più profonda conoscenza ed esperienza dell'acustica e dei principi fisici che la regolano.

Come conciliare in modo pratico ed efficace queste opposte esigenze?

L'architetto e il consulente in acustica.

Nell'utilizzo congiunto e nella scelta di queste figure professionali sta la risposta alla domanda precedente.

E' fuori discussione ormai, a differenza di quanto avveniva in passato e in particolare prima che entrasse in vigore la recente normativa, che il suono in un locale da ballo, con tutti i fattori ad esso connessi, diventa necessariamente l'elemento centrale attorno al quale deve essere armonizzato il resto.

Una discoteca, un locale da ballo, è pur sempre un luogo dove il centro dell'attenzione è la musica e quindi la qualità e il confort con cui è riprodotta.

Queste affermazioni non certo scontate per molti, vanno tenute nella giusta considerazione proprio da coloro che operano professionalmente nel settore: progettisti, arredatori, architetti ecc.

Non senza una punta di polemica, devo ricordare, infatti, che la realizzazione dell'impianto audio e dei necessari interventi di architettura acustica sono sempre stati trascurati o addirittura ignorati, commettendo quanto di più errato si possa commettere, a favore dell'arredamento o della scenografia luminosa, o di non so cos'altro presente all'interno di un locale da ballo.

Ho veduto discoteche, estremamente mal realizzate dal punto di vista dell'acustica, nelle quali i suoni, confusi da un riverbero troppo alto, generano stordimento e disgusto nei malcapitati avventori, e sono fonte di disturbo per il vicinato.

Molte di queste sono attualmente sottoposte a pesanti interventi di ristrutturazione al solo scopo di evitare una chiusura forzata con tutto quello che ne consegue.

Oggi, fortunatamente, tutto questo appare essere in fase di superamento, o addirittura superato.

Solo uno sprovveduto rischierebbe ancora di non tener conto di questi fattori, la cui centralità, che è sempre stata di primaria importanza, è tornata prepotentemente alla ribalta anche grazie alla recente normativa.

Per questo si assiste alla rapida crescita d'importanza di una figura e una professione molto rare in Italia, il consulente di acustica, i cui servigi sino a ieri sono stati considerati un inutile corollario all'attività dell'architetto, consentendo così da commettere gli errori che ormai sono sotto gli occhi di tutti.

Questi è l'unico professionista in grado, data la complessità della materia e la necessità di possedere una buona esperienza oltre che un profonda conoscenza dei fenomeni fisici che in essa s'incontrano, di armonizzare le opposte esigenze in ordine alla riproduzione della musica sia essa riprodotta o dal vivo, per l'ottenimento di un risultato valido, con buona pace dell'architetto, che dovrà adeguarsi anche a soluzioni architettoniche diverse, pena il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti.

In altre parole l'architettura, l'arredamento, la scenografia ecc., dovranno essere adattate e spesso subordinate alle esigenze poste dal superamento dei problemi in ordine all'acustica, sia essa intesa come fonoisolamento per contenere la generazione del rumore o come fonoassorbimento per ottenere anche e in aggiunta un miglioramento della qualità della riproduzione musicale.

Solo in questo modo il consulente in acustica potrà e dovrà assumersi per iscritto, insieme al direttore lavori, la responsabilità del raggiungimento dei risultati previsti.

Ritengo necessaria questa'ultima precisazione perchè, come è già stato accennato, rarissime sono le persone preparate in questo campo e quindi in grado di assumere precise responsabilità: tantissimi invece sono i "santoni" che promettono miracoli spacciandosi per esperti, ai quali purtroppo viene ancora dato credito da coloro, e sono tanti, che perseverano nella pigrizia mentale di non apprendere le poche nozioni utili e necessarie per non essere raggirati.

Un pò di tecnica.

Dopo questa affermazione sento il dovere di fornire al lettore, nella forma più semplice di cui sono capace, un certo numero di nozioni che una volta apprese lo aiuteranno nella comprensione di fenomeni acustici e fisici altrimenti consentita ai soli addetti ai lavori, ma soprattutto lo porranno in condizione di familiarizzare con la terminologia specifica da questi ultimi solitamente usata.

Il DECIBEL.

Il termine più usato ed abusato nel campo del suono e della riproduzione musicale, è la prima parola di cui è necessario comprendere il significato. Nell'uso corrente si utilizza la sua abbreviazione "dB".

Esso è semplicemente un unità di misura come il metro per le distanze, il chilogrammo per i pesi ecc.: ma a differenza di questi non è un grandezza assoluta.

Si è reso necessario il suo utilizzo, come unità di misura relativa, per rappresentare in modo semplice e facilmente memorizzabile, numeri altrimenti difficili da ricordare o da esprimere perchè attinenti l'enorme campo di variazione di pressione sonora di cui l'orecchio umano è in grado di tenere conto.

E poichè l'orecchio umano risponde in modo logaritmico a tali variazioni di pressione, si è reso conveniente inventare un'unità di

misura adeguata: Il "Bel" (dal nome del suo inventore Graham Bell).

Esso è il logaritmo del rapporto tra due potenze, il "decibel" è un decimo di bel.

Quindi, in modo molto semplice e di facile memorizzazione, si è fissata convenzionalmente in "0 decibel di pressione " la soglia di udibilità dell'orecchio umano, altrimenti quantificabile con grandezze assolute in 10 W / mq, corrispondente ad una pressione di 0,0002 ubar o 20 uPa.

Perciò il decibel (dB) esprime una quantità sempre riferita ad un'altra grandezza, infatti, non ha significato alcuno dire ad esempio " 3 decibel" senza aggiungere di che cosa, di quale grandezza fisica.

Mentre ha significato, come è facilmente intuibile, dire ad esempio "3 decibel di pressione sonora" in più (o in meno) ecc.

Non vado oltre nell'approfondimento del significato di questo termine per non complicarne la comprensione ai non addetti ai lavori; aggiungo solo che un incremento o riduzione di 6 decibel (dB) di pressione sonora corrisponde nella realtà ad un raddoppio o un dimezzamento di tale pressione.

L'HERTZ.

Un altro termine grandemente in uso in acustica è "l'Hertz"

( abbreviato Hz), dal cognome dell'omonimo scienziato.

Esso rappresenta l'unità di misura della frequenza.

Il termine definisce una cosa abbastanza facile da capire.

Hertz (Hz) è il numero delle volte (frequenza) in un secondo che qualche cosa vibra o oscilla.

Se il cono di un altoparlante si muove in avanti e indietro una volta ogni secondo, si muoverà di un Hertz (ciclo per secondo): dieci volte per secondo sarà 10 Hz (Hertz) ecc.

L'orecchio umano è in grado mediamente di udire un suono di frequenza a partire da 30 Hz (30 cicli per secondo) per giungere sino ad un tono di 15000 Hz (15000 cicli per secondo).

Questo però non avviene nello stesso modo per tutte le frequenze comprese tra questi estremi.

Infatti la sensibilità dell'orecchio non è costante al variare delle frequenze ma risulta maggiore per le frequenze medie e alte ed inferiore per le basse frequenze.

Di qui la necessità di introdurre nelle misure riguardanti la sensazione uditiva, una particolare curva di ponderazione detta "A" che consente una rappresentazione numerica del livello di pressione sonora il più vicino possibile alla reale sensazione percepita dall'ascoltatore.

Tutte le misure infatti riguardanti la sensazione uditiva rispetto al rumore vengono effettuate ed espresse quindi in "dBA".

In dBA vengono espresse anche le misure quindi riguardanti il rumore.

L'ATTENUAZIONE DEL RUMORE O DEL SUONO.

Attenuazione in campo libero (all'aperto).

Le condizioni di "campo libero" si verificano quando le onde sonore sono libere dall'influenza di qualsiasi superficie riflettente.

In queste condizioni l'energia sonora emessa da una sorgente considerabile puntiforme (non solo in senso stretto, per esempio si può considerare puntiforme rispetto il circondario l'emissione sonora proveniente dalla pista di un locale da ballo all'aperto o al chiuso) si trasmette in tutte le direzioni sfericamente e quindi, seguendo le leggi che concernono la geometria della sfera, ogni raddoppio della distanza dal punto di emissione si riduce di 6 dB (quattro volte).

La conoscenza di questa che si chiama "legge del quadrato inverso" consente di prevedere con semplici calcoli il livello sonoro residuo ad una data distanza dalla sorgente di emissione.

Ad esempio considerando di avere un livello sonoro di 100 decibel alla distanza di un metro da un pista da ballo all'aperto, possiamo facilmente calcolare che a 128 mt il livello sonoro sarà diminuito di 42 dB

(infatti tra la distanza di 1 mt e 128 mt si possono contare sette raddoppi, 2-4-8-16-32-64-128; quindi 7 x 6 dB = 42 dB).

Questi semplici calcoli possono fornire indicazioni spesso sufficienti ad evitare per proprietari o progettisti grossolani errori di impostazione topografica di un locale da ballo.

Tenere conto di questa legge acustica per il posizionamento di una pista da ballo, sia essa all'esterno che all'interno, porta senz'altro ad un gran vantaggio in termini economici, anche quando si debba comunque intervenire in altro modo per il contenimento del rumore.

E' facile capire infatti, che quanto maggiore sarà lontano la sorgente del suono (pista da ballo) dalla zona disturbata, tanto minori e quindi tanto più economici saranno gli eventuali interventi prettamente acustici da mettere in atto.

Attenuazione in campo riverberato (all'interno).

Le condizioni di campo riverberato si hanno ovviamente in un ambiente delimitato da pareti, indipendentemente dalle sue dimensioni.

All'interno di un locale l'energia sonora non subisce la stessa attenuazione come avviene per l'esterno.

Infatti le pareti che delimitano lo spazio riflettono il suono rinforzandolo e quindi si avrà solo una piccola attenuazione con la distanza dalla sorgente del suono.

In altre parole le riflessioni si comporteranno come tante sorgenti virtuali, aventi intensità elevata quasi quanto la sorgente.

Tanto più l'ambiente sarà caratterizzato dalla presenza di superfici riflettenti, marmi, specchi, pareti lisce ecc., tanto minore sarà l'attenuazione del suono in funzione della distanza.

Avremo inoltre, nella stragrande maggioranza dei casi, una pessima qualità di sonorizzazione, poco dipendente dalla qualità del sistema sonoro installato, con una drastica riduzione dell'intelligibilità.

Che fare allora ?

IL FONOASSORBIMENTO.

Quanto detto ci introduce al concetto di fonoassorbimento.

Tale termine implica la modifica della propagazione dell'energia sonora, appunto per assorbimento, e conseguente trasformazione in calore.

Tanto maggiore sarà l'assorbimento acustico all'interno di un ambiente, tanto minore sarà l'energia sonora dovuta al campo riverberato, con conseguente approssimazione delle condizioni di attenuazione del suono valide per il campo libero, già descritte nel paragrafo precedente.

Un attento trattamento acustico delle superfici interne non solo consentirà di evidenziare la qualità intrinseca di sonorizzazione di cui è capace il sistema sonoro, non solo contribuirà al "confort" dei fruitori della musica che potranno ascoltare suoni non mascherati da eccessiva riverberazione, ma costituirà senz'altro un buona base di partenza per i successivi interventi di fonoisolamento.

IL FONOISOLAMENTO.

Il trattamento fonoassorbente ha lo scopo di migliorare le condizioni di confort e di udibilità dei fruitori di un ambiente interno, e ridurre conseguentemente lo stress indotto nell'ascoltatore dalla "confusione sonora" provocata dall'eccesso di riverbero, instaurando condizioni ottimali di assorbimento delle riflessioni e quindi di attenuazione del campo riverberato.

Il trattamento fonoisolante invece persegue esclusivamente lo scopo di ridurre il passaggio di energia sonora fra la sorgente e l'ambiente disturbato (ovverosia tra l'ambiente dove è generato il disturbo e l'esterno).

Detto questo, risulta intuitivo come un sapiente "missaggio" di queste tecniche, fonoassorbimento e fonoisolamento, dia buoni risultati dal punto di vista acustico, e del contenimento del disturbo.

Purtuttavia tali risultati, già di per se validi, potranno essere ulteriormente migliorati, anche dal punto di vista dei costi da sostenere per il loro raggiungimento, attraverso un'attenta e corretta progettazione dell'impianto di sonorizzazione.

L'IMPIANTO AUDIO

Non si deve dimenticare infatti che un adeguato dimensionamento e un'opportuna dislocazione dei diffusori acustici, oltre che la loro scelta in funzione delle caratteristiche di direttività, può agevolare, in tanti casi consistentemente, l'attenuazione del suono in zone diverse dell'ambiente interno, e contribuire sostanzialmente al contenimento del livello sonoro soprattutto a vantaggio dei lavoratori dipendenti del locale.

In altre parole se l'impianto di sonorizzazione è progettato bene ed installato con cura, saranno più semplici, e quindi meno costosi, gli interventi di architettura acustica necessari al raggiungimento delle condizioni di compromesso ottimali tra opposte esigenze.

Non è semplice infatti conciliare gli alti livelli sonori richiesti oggi in discoteca dai giovani con i limiti massimi di esposizione al rumore previsti dalla legge per i lavoratori dipendenti della discoteca stessa.

Questo infatti è un problema ben più complesso, rispetto alla semplice attenuazione del disturbo provocato al vicinato per mancanza di adeguato isolamento acustico verso l'esterno del locale, e la sua soluzione richiede una specifica e approfondita professionalità.

LE CONCLUSIONI.

Ritengo con quest'ultimo di aver toccato tutti gli argomenti più importanti in ordine all'oggetto del presente saggio, anche se in modo certamente non approfondito, come potrebbero meritare.

Del resto non era mia intenzione svolgere il tema scrivendo un complesso, quanto in questa sede superfluo, trattato di acustica o architettura acustica.

Quello che mi premeva era di fornire poche, ma significative, indicazioni agli imprenditori dello spettacolo, sulla base delle quali potessero essere stimolati a considerare con attenzione e intelligenza la materia, e imparassero a giudicare con qualche cognizione in più la validità delle proposte di cui sono fatti oggetto in questo campo.

Spero con questo di aver dato ad essi un numero di nozioni tecniche sufficienti a far sì che non si debbano trovare, come spesso avviene, in balia di "venditori" senza scrupoli, oppure semplicemente di "tecnici" più ignoranti di loro sull'argomento.

Se questo non bastasse, invito coloro che ritengono di approfondire la conoscenza degli argomenti esposti a leggere i testi citati in appendice a questo saggio, tra i quali anche uno in lingua italiana di rara completezza e di facile comprensione, tutti reperibili presso l'editrice Hoepli di Milano.

Scopo ultimo di questo saggio è al fine dare un contributo, seppure modesto, alla crescita di professionalità di cui hanno bisogno tutti gli operatori del settore per affrontare le sfide degli anni 90.

 

Bibliografia.

Architectural Acoustics - M.David Egan - McGraw-Hill Book Company

Acoustics - Leo L. Beranek - American Institute of Physics

Sound System Engineering -Don/Carolyn Davis- Howard W.Sams & Co

Acoustic Design - Templeton/Saunders- Architectural Press London

Progettare il silenzio - Marco Vigone - Hoepli- Milano