UNIMETAL®Driver a compressione
UNIMETAL® Driver
a compressione ad altissima dissipazione termica Outline®, Flero
- Brescia
- Italia
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Si descrive un driver a compressione per sistemi a tromba d'alta
potenza dotato di un inedito diaframma
metallico le cui caratteristiche geometriche e fisiche, unite
all’utilizzo di parti meccaniche di nuovo disegno e a tecniche
d'assemblaggio inusuali, gli conferiscono prestazioni superiori, rispetto a
quelle ottenute attraverso i diversi tipi oggi prodotti e le tecnologie
universalmente impiegate.
Esso rappresenta una sostanziale evoluzione e un primo importante
rinnovamento dopo quasi settant’anni dalla nascita del suo antesignano ad
opera di Wente e Thuras nel lontano 1928.
Introduzione
Tutti sono a conoscenza dei grandi vantaggi che oggi, più ancora che nel
passato, possiedono gli altoparlanti a tromba rispetto a tutti gli altri, soprattutto per un utilizzo professionale.
Peculiarità come l'altissima efficienza di radiazione e il controllo di
direttività che la tromba per sua costruzione possiede, consentono ad essa
soIa, in pratica, di ottenere gli alti livelli di sonorizzazione oggi richiesti
nelle più diverse occasioni, rispettando la dinamica dell’evento sonoro,
qualunque sia la sorgente che lo ha generato.
L’enorme differenza d'efficienza, dell’ordine di una magnitudo,
esistente tra qualsiasi tipo d'altoparlante a radiazione diretta ed una tromba,
impone l’utilizzo di quest’ultima nel campo professionale, se non altro
anche per evidenti questioni economiche.
L’utilizzo più frequente di una tromba attiene alla riproduzione delle
frequenze medio alte, attraverso l’accoppiamento con l’opportuna unità
attiva di trasduzione, il cosiddetto ”driver a compressione”.
Oggetto della presente trattazione é proprio la descrizione di un
particolare tipo, consistentemente perfezionato nella sue parti importanti,
rispetto a quelli attualmente presenti sul mercato.
Per comprendere chiaramente quali sono i perfezionamenti introdotti e la
loro valenza rispetto al superamento delle prestazioni attuali dei ”driver a
compressione", ne sarà
opportunamente illustrato, in linea di principio, ogni aspetto costruttivo e
funzionale a tale proposito utile, senza indulgere in formulazioni e aspetti
meramente teorici di cui esiste una già abbondante letteratura. Generalità
Tutti gli addetti ai lavori sanno che un ”driver a compressione” é
in definitiva, senza variazioni sostanziali, da circa settant’anni ad oggi, un
altoparlante elettrodinamico a radiazione indiretta, il cui diaframma vibrante,
o parte attiva, è costituito da una cupola (”dome”), che irradia il suono,
dapprima attraverso un dispositivo di rifasamento ed equalizzazione, ”phase
plug”, poi attraverso la tromba che al ”driver” si applica.
Quest’ultima, vero e proprio trasformatore acustico, in sostanza, è un
condotto ad espansione progressiva che ha lo scopo, da un lato di adattare
l’impedenza acustica che l’aria, mezzo in cui
generalmente il suono viene propagato, oppone al diaframma, e dall’altro di
convogliare in una direzione preferenziale le onde sonore emesse.
II rifasatore o ”phase plug” consiste generalmente in un solido,
elemento di transizione posto tra il diaframma vibrante e la gola della tromba,
nel quale sono presenti un certo numero d'aperture, ad esempio fori tondi e
fessure radiali o concentriche, formanti al suo interno condotti multipli del
tipo a sezione progressivamente variabile che conducono al piano di gola il
suono, compensandone le differenze di propagazione rispetto alla superficie del
diaframma vibrante.
Tali aperture hanno una superficie totale
notevolmente inferiore (1/10 rappresenta lo standard) alla superficie del
diaframma vibrante, tanto che, quando questo é in funzione, tra esso e il
”phase plug”, si crea una vera e propria camera in cui si ha una certa
compressione dell’aria.
Di qui la definizione di ”driver
a compressione”. La Tavole N° 1 e 2 illustrano meglio delle parole quanto sopra.
Questo tipo di geometria, costringendo l’aria messa in vibrazione dal
diaframma a comprimersi drasticamente passando prima per il rifasatore e poi ad
espandersi progressivamente nella tromba, conferisce a questo particolare tipo
d'altoparlante la capacità teorica di restituire nel mezzo di propagazione, di
solito l’aria, sino alla metà
dell’energia ad esso applicata. In altre parole il ”driver a compressione”
possiede un’efficienza teorica del 50%.
In realtà, a causa di diversi
tipi di perdite che si accompagnano al tipo di realizzazione, tra le quali
quelle provocate dalle note "Eddy currents”, quest'efficienza scende
tipicamente al 30%, nei modelli più sofisticati e meglio costruiti, mentre si
assesta dal 20 al 25% per la stragrande maggioranza di tutti quelli sul mercato.
Per questi valori quindi, e comunque, il ”driver a compressione”
resta di gran lunga il più efficiente in assoluto,
un ordine di magnitudo, fra tutti i componenti elettrodinamici attualmente
utilizzati per la riproduzione sonora.
Ma per contrappasso, ai grandi pregi sin qui elencati, il ”driver a
compressione” é il trasduttore le cui prestazioni, più d'ogni altro, sono
influenzate dal progetto di tutte le parti che lo compongono, ma anche, e
fortemente, dalle tolleranze di produzione.
Piccole variazioni in uno soltanto dei parametri costruttivi danno luogo
a variazioni di
Aumentare ad esempio, la sezione del filo della bobina, per una maggiore
tenuta in potenza, farà perdere molto alle alte frequenze.
Allargare appena il traferro per ridurre gli scarti di produzione,
provocherà una gran caduta di sensibilità, oltre ad una gran caduta della
risposta alle alte frequenze.
Ridurre di poco la profondità della cupola per evitare problemi di
stampaggio, renderà impreciso, dato il diverso raggio di curvatura, I’accoppiamento
con il rifasatore e di conseguenza si avrà un calo delle frequenze medio alte.
Piccole differenze di distanza tra il rifasatore e il diaframma (in sostanza variazioni del volume della camera di
compressione), dovute alla presenza della colla che tiene assemblate le varie
parti, dal circuito magnetico al rifasatore stesso, porteranno inevitabilmente a
grandi differenze di risposta nella parte alta della banda riprodotta.
Ridurre eccessivamente la distanza tra rifasatore e diaframma per migliorare
la risposta alle alte frequenze porterà inevitabilmente ad una perdita di
livello nella parte bassa della banda, oltre ad un aumento della
distorsione.
Altri fattori, oltre a questi, dovuti ai tipo di costruzione ed
all’intrinseca geometria, attenuano i vantaggi che I’alta efficienza
conferisce a questo particolare trasduttore e ne limitano l'impiego dal punto di
vista pratico.
Premesso, infatti, che l’alta efficienza di un ”driver” a
compressione gli consentirebbe agevolmente di erogare
50/100 watts acustici, secondo le dimensioni del diaframma, e ricordando che
un solo watt acustico rappresenta il livello che un’orchestra sinfonica, nel
momento della sua massima esplosione sonora raggiunge alla postazione di chi la
dirige, nella pratica queste prestazioni non possono essere raggiunte per varie
cause. La
distorsione, ad esempio, dovuta al ”break-up" del diaframma e alla
compressione dell’aria, rende inascoltabile il ”driver” a livelli di pressione sonora troppo elevati.
La ridotta capacità d'escursione del diaframma non consente di
riprodurre la parte bassa della banda all'alto livello sonoro teorico, senza che
il diaframma si scontri con il vicino rifasatore.
La non linearità d'escursione della massa in movimento, dovuta tra I’altro
alla geometria delle sospensioni, e il conseguente inevitabile sfregamento della bobina mobile contro le pareti del
traferro,
rendono in pratica impossibile I’emissione degli alti livelli acustici che
il "driver” a compressione promette.
La massima temperatura di funzionamento della massa mobile e la ridotta
capacità di dissipazione termica del calore che si genera nella bobina mobile
del diaframma, con conseguente rapida crescita della ”power compression”,
rappresentano inoltre gravi e drastiche limitazioni per il raggiungimento dei valori
d'efficienza teorici.
Sebbene attraverso gli anni dalla sua creazione ad opera di Wente e
Thuras, nuovi materiali, nuovi adesivi, nuove tecnologie, abbiano migliorato le
prestazioni del ”driver a compressione", é parere di chi scrive che solo
una diversa geometria del diaframma e del sistema mobile, oltre
che una diversa attenzione alla soluzione dei problemi da stress termico,
possano effettivamente avvicinare le prestazioni reali del ”driver” a
compressione, alle sue prestazioni teoriche.
All’ottenimento di questi risultati, per anni, chi scrive si é dedicato
insieme con altri preziosi collaboratori, attraverso la realizzazione di un
nuovo tipo di diaframma metallico, attualmente realizzato in Alluminio, ma
realizzabile anche in Titanio, semplicissimo nella sua logica costruttiva,
assemblato in una struttura originale, compatibile con un circuito magnetico
convenzionale. Questo
particolare diaframma, denominato UNIMETAL®, consente un effettivo superamento
dei principali problemi che affliggono un ”driver” a compressione dal punto
di vista meccanico e termico, lasciando in questo modo maggior libertà
costruttiva al progettista rispetto a soluzioni maggiormente legate alla
ricerca di migliori prestazioni acustiche in senso stretto. Per comprendere
quanto sopra si sono preparate alcune tavole che illustrano in linea di
principio le prerogative geometriche e funzionali dei ”drivers" a
compressione con cupola metallica, attualmente immessi sul mercato da tutti i
più grandi fabbricanti mondiali. Tavole
N° 2-3-4
Tipologie
e realizzazioni attuali
Avendo attentamente analizzato, attraverso le tavole appena
rappresentate, gli schemi costruttivi adottati dalla gran maggioranza dei
costruttori di ”drivers” a compressione, si potrà facilmente notare come,
tra le pur diverse tipologie, emerga una caratteristica comune
incontrovertibile: tutti
i diaframmi utilizzati sono composti da più pezzi, almeno due nei più
sofisticati, anche di materiale fra loro diverso,
e assemblati con colla.
Questa caratteristica costruttiva, la cui generalizzazione é dettata
dallo stato attuale della tecnologia nel settore, é il più invalicabile degli
ostacoli che si contrappongono al raggiungimento delle prestazioni meccaniche e
quindi acustiche teoricamente raggiungibili da un diaframma metallico.
E’ facilmente intuibile come la
costruzione di un diaframma in più pezzi necessiti di giunzioni che per quanto
rigide possano essere hanno sempre la valenza di tagli meccanici e termici, con
tutte le conseguenze che ne derivano:
minore capacità
di trasmettere la corrente fonica tra la bobina mobile, il suo supporto e la
cupola che deve generare il suono, con una tale perdita di trasduzione da
vanificare in parte un'importante ragione della scelta del metallo per la
costruzione del diaframma, vale a dire I’attitudine di quest’ultimo a riprodurre
i transitori senza alcun degrado grazie aI basso smorzamento interno e quindi
alla gran velocità di trasmissione del suono;
scarsa conduzione termica
tra le parti assemblate dovuta alla presenza di materiale coibente, come ogni
colla è, con conseguente attitudine a raggiungere, in tempi brevi, un evidente degrado
delle corrette prestazioni, in senso qualitativo con I’alterazione della
risposta in frequenza e, quantitativo, con una netta diminuzione della pressione
sonora erogata per il noto fenomeno della
compressione
di potenza connessa alI’innalzamento della resistenza elettrica
della bobina mobile a causa del calore che in essa viene a generarsi durante il
funzionamento; attitudine
della bobina mobile a bruciare o interrompersi durante
il lavoro per effetto dello sfregamento contro le pareti del traferro a causa
del diverso grado di dilatazione delle parti assiemate rispetto alla
bobina stessa, in quanto costituite da materiali di natura totalmente differente tra
loro, come ad esempio materiali plastici o similari per sospensioni
e/o per il supporto della bobina mobile, avvolta solitamente con piattina
d’alluminio, oppure metallo, Alluminio o Titanio, per la cupola o viceversa.
Da questo, senza
approfondire, é facilmente comprensibile come il
”driver” a compressione, giunto ai giorni nostri praticamente immutato
dopo circa settant’anni dalla sua invenzione, ad opera dei due grandi
ricercatori Wente e Thuras, non abbia ancora espresso la pienezza delle sue
potenzialità come trasduttore d'alte prestazioni.
Questo dato di fatto ora viene ad essere definitivamente sovvertito perché,
con la commercializzazione del ”driver” a compressione denominato UNIMETAL®,
già brevettato in Europa e di cui é in corso il brevetto in USA, Canada e Giappone, dopo anni
d'esperimenti e di ricerca, applicando tecnologie
esclusive e sofisticate nella formazione plastica a caldo dei metalli, in
particolare delle leghe d’Alluminio, OUTLINE inaugura un nuovo corso nel
miglioramento prestazionale qualitativo e quantitativo del ”driver" a
compressione così come oggi conosciuto. Ma più in generale é nei piani
dell’azienda migliorare quei trasduttori, siano
essi a radiazione indiretta o diretta come i ”dome tweeters”, che
possano trovare giovamento nella riproduzione sonora, facendo uso di un
diaframma metallico di disegno innovativo e dalla geometria svincolata dai
canoni tradizionali. TAV.
N° 5
”Driver”
a
compressione Outline con diaframma metallico UNlMETAL®
La tavola N° 5 della pagina precedente raffigura il disegno schematico e
di principio dell’attuale "driver a compressione" che Outline, utilizzando un
circuito magnetico tradizionale con anello
di ferrite, costruito da un noto fabbricante d'altoparlanti italiano,
impiega attualmente come ”motore” per il diaframma in metallo, il famoso UNI
Un'analisi attenta del disegno, pur evidenziando una apparentemente
totale tradizionalità del ”driver” a compressione Outline rispetto a queIli presenti sul mercato, non mancherà di rivelare
all’osservatore preparato un impiego funzionale molto diverso, in senso
qualitativo e quantitativo, del diaframma, parte attiva del sistema. Tale
impiego, possibile soltanto perché il diaframma in oggetto é composto da un
sol pezzo di metallo ed é assemblato con il proprio supporto, in modo da
massimizzare i vantaggi che questa caratteristica fondamentale possiede, mette
in luce il definitivo superamento delle più importanti limitazioni che
affliggono, invece, tutte le altre realizzazioni presenti sul mercato.
La geometria del diaframma realizzato in un sol pezzo di lamina metallica. Alluminio o Titanio, gli conferisce ulteriori
importanti funzioni, a mio parere determinanti rispetto ai risultati, oltre a
quella naturale di costituire I’elemento attivo di trasduzione necessario alla
trasformazione della corrente fonica in suono. II
primo vantaggio evidente che deriva da questa geometria, consiste nella
gran capacità e velocità di
dissipazione del calore
di cui gode la bobina mobile per essere inserita, intimamente a contatto (virtualmente senza
colla) con le pareti di metallo, nella fessura ottenuta dal ripiegamento su se
stessa di una porzione della lamina, dalla quale deriva I’intero diaframma.
Questo comporta un'attenuazione
grandissima,
se non la scomparsa dei fenomeni dovuti alla ”compressione di potenza”,
riduzione del rendimento ed alterazione della risposta in frequenza.
Questa mancanza virtuale di ”power compression” é fenomeno connesso
e concomitante all'acquisita maggior capacità
di accettare potenza elettrica da parte della bobina mobile, grazie all'
efficientissimo smaltimento del calore che
in essa si genera, per il contatto con il metallo del diaframma; ma anche
attraverso I’intimo contatto di questo al suo supporto d'ancoraggio che, di
alluminio, assume funzione di radiatore; ed infine attraverso il contatto che
quest’ultimo realizza con le masse metalliche del circuito magnetico vero e
proprio e del coperchio posteriore del driver (non rappresentato), anch’esso
costruito di materiale atto a dissipare calore.
Il
secondo vantaggio che deriva da quest'innovativa geometria, consiste nella grandissima
rigidità dell’accoppiamento bobina diaframma, virtualmente formanti
un unico pezzo, che si traduce in un'eccezionale
capacità di trasformazione della corrente fonica in solIecitazione meccanica
deI diaframma con una sorprendente ed acusticamente evidente
facilità di trasduzione
anche per le più piccole e repentine variazioni di tensione che il segnale
musicale comporta per la stessa bobina mobile; il risultato acustico si
concretizza in una trasparente ed estremamente dinamica riproduzione del segnale
musicale con resa ineguagliabile dei dettagli sonori anche i più
infinitesimali, nella più assoluta
fedeltà anche e sopratutto nel rispetto dei transitori,
la cui corretta riproduzione, a mio parere, é almeno altrettanto importante
per il raggiungimento di prestazioni ad elevata fedeltà, quanto una buona e
lineare risposta in frequenza.
Terzo
vantaggio é la protezione totale
della bobina mobile da possibili
inconvenienti dovuti all’effetto del calore o del movimento irregolare durante
il funzionamento,
quali lo scollamento dal supporto con conseguente interruzione o bruciatura per
sfregamento contro le pareti del traferro, anche nel caso di anomali movimenti
laterali dovuti a sollecitazioni particolarmente grandi; la rottura della bobina
mobile quindi e legata soltanto alla tensione applicata, che allo scopo dovrà
essere molto grande, almeno il doppio di quella applicata a qualunque altro
”driver” in commercio.
La stabilità dimensionale
di una struttura come quella corrispondente alla sede della bobina,
anche a temperature elevatissime,
non consentirà dilatazioni o alterazioni sensibili della concentricità della
struttura stessa, fornendo I’ulteriore vantaggio dell’adozione di un
traferro molto piccolo, che tra I’altro consente un maggior sfruttamento
dell’induzione a parità di magnete, condizione necessaria alla migliore
riproduzione delle frequenze alte.
Ma non solo il fatto che il
diaframma sia costruito in un sol pezzo di metallo costituisce un'importante
innovazione, contenuta nel ”driver” a compressione Outline.
Anche
la sospensione,
peraltro ricavata nello stesso pezzo
di lamina di metallo come il resto del diaframma, presenta aspetti originali e
caratteristiche che, in modo evidente, dimostrano le
sue superiori prestazioni.
La sua geometria composta dall’insieme di spirali multiple accostate e
concentriche, consente "I’avvitamento
e lo svitamento”
lungo I’asse mediano del diaframma stesso durante il suo movimento a pistone,
in modo da rispettare più d'ogni altro tipo di sospensione da altri utilizzata,
la linearità del moto assiale e
lateraIe di tutto il sistema di trasduzione, con gran contenimento della distorsione per la non linearità di
spostamento, oltre che conferire alle sospensioni
in metallo, anche duttile quanto I’Alluminio, un'elasticità
propria dei migliori materiali
plastici.
Da ultimo, ma non con minore
importanza, anche il supporto del diaframma possiede una geometria che, oltre a
conferirgli funzione di vero e proprio dissipatore di calore, consente I'introduzione
nel sistema di un preziosissimo elemento meccanico,
lo smorzatore di gomma indicato
nel disegno, particolare originale ed oggetto esso stesso di brevetto, che ha
lo scopo da un lato di impedire la
rottura del diaframma,
molto frequente nelle altre realizzazioni, nel punto in cui è rigidamente
fissato e teso con il suo supporto, per
sovraccarico impulsivo di potenza, dall’altro ha lo scopo non meno
interessante e utile di consentire una taratura della rigidità delle
sospensioni rispetto al complesso delle masse in movimento, e
quindi di ottenere a piacimento una diversa risonanza del sistema secondo la
banda che s'intende riprodurre, senza modifiche del diaframma.
Un approfondimento dei particolari porterebbe ad un ulteriore elencazione
dei vantaggi che il diaframma descritto, insieme al suo innovativo assemblaggio,
possiede, ma mi sono riproposto per evidenti questioni di tempo, di ritornare in
futuro sugli argomenti esposti in successive trattazioni, anche con dovizia di
dettagli quantitativi.
Questa prima divulgazione pubblica delle peculiarità del ”Driver
UNIMETAL®
Outline, si propone di dimostrare inequivocabilmente con argomenti - mi auguro -
comprensibili e chiari, la superiorità intrinseca di questo tipo di
realizzazione, non necessariamente a vantaggio dei soli addetti ai lavori, ma
anche e soprattutto di quelli che I’hanno intuita ed apprezzata attraverso
I’esperienza diretta nell’ascolto di quei diffusori Outline, per ora i
modelli SPECTRA, TRIPLA e DOPPIA, dove il ”driver” a compressione descritto é
impiegato con successo.
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